positive e appropriati insegnamenti pratici, riesce talmente bene che la protagonista alla fine rivendica la propria indipendenza allontanandosi dal maestro. Questo finale ci fa capire come la nobile arte di educare permetta di rendere più liberi e indipendenti allievi e figli, ma al tempo stesso richieda agli educatori l’altruistica maturità di lasciar volare i propri discepoli. … teorie ed esempi pratici Tale “effetto Pigmalione” ha altresì ispirato famose teorie in campo educativo e pedagogico. Due ricercatori statunitensi, Rosenthal & Jacobson, hanno mostrato, nel quadro di ricerche diventate celebri negli anni Novanta, l’influsso che esercitano le aspettative e i pre-giudizi degli insegnanti sul rendimento degli allievi. Se un docente considera gli allievi Tizio e Caio intelligenti e capaci, inconsapevolmente avrà nei loro riguardi una serie di micro-comportamenti che favoriscono l’avverarsi della previsione positiva. Il contrario succede se le aspettative sono negative. Nella storia della ricerca psicologica ha fatto scalpore (e anche scandalo!) un esperimento condotto nel 1968 da un’insegnante nota per il suo attivismo anti-razzista, Jane Elliott. L’esperimento denominato blueeyed/brown-eyed (occhi azzurri/ occhi marroni) inizia il giorno X con una dichiarazione dell’insegnante di aver appreso da uno studio che gli allievi con gli occhi azzurri hanno risultati migliori degli altri. Durante le attività della giornata la maestra si mostrò particolarmente gentile e incoraggiante nei confronti di bambini e bambine con occhi azzurri, i cui risultati furono più brillanti del solito. Non solo, nelle ore successive un allievo miope dagli occhi azzurri si tolse gli occhiali in modo da rendere più visibile il tratto valorizzato dalla docente. Il giorno dopo Miss Elliott disse di essersi sbagliata, poiché in realtà secondo lo studio erano stati gli allievi dagli occhi marroni a essersi dimostrati più capaci! Vi lascio immaginare il seguito… Digitando in rete effetto Pigmalione si trovano facilmente filmati di vario genere che mettono in scena tale effetto. Vale la pena di guardarli. Nella nostra vita di insegnanti, formatori, genitori, capi ufficio, ecc. siamo un po’ tutti Pigmalioni, nel senso che distribuiamo istintivamente incoraggiamenti positivi agli individui nei confronti dei quali nutriamo aspettative positive, e siamo meno motivati a stimolare coloro che percepiamo come meno dotati. Insomma, i preconcetti che abbiamo sull’altro e sulle situazioni funzionano inesorabilmente da filtro. Ecco altri esempi. Se penso che il mio vicino di pianerottolo ce l’abbia con me, quando lo incrocio lo tratterò in maniera fredda e distante. In tal modo provocherò probabilmente in lui reazioni altrettanto scostanti, le quali non faranno che confermare il mio giudizio iniziale. Ciò vale in negativo, ma anche in positivo: se invece lo considero simpatico, lo tratterò come tale, suscitando verosimilmente reazioni più gradevoli da parte sua. Se in occasione di una festicciola un’adolescente se ne sta in un angolo pensando di non piacere, provocherà nei presenti reazioni che le confermeranno la bassa autostima. A meno che, come accade oggi, siano in molti a stare appartati, ciascuno in una bolla virtuale intenti ad armeggiare con il proprio telefonino. Le persone a tendenza paranoica Pre-vedere ha a che fare con la facoltà di anticipare che cosa riserverà il futuro, basandosi su indizi, calcoli e probabilità. Il termine è imparentato a concetti come presagio, profezia, pronostico La Rivista Elefante invisibile La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 46
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