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La Rivista Elefante invisibile* La vitale (ma ingrata?) arte della prevenzione di Vittoria Cesari Lusso Perché parlare di prevenzione? L’idea di dedicare questo articolo al tema della prevenzione non è spuntata all’improvviso nella mia mente. Le vicende della vita hanno da tempo richiamato la mia attenzione su questo tema. A volte si è a trattato di vicende che riguardavano in particolare i miei ruoli familiari e sociali in quanto madre, moglie, nonna, docente, cittadina e altro ancora. In effetti, ho spesso avuto la sensazione che buona parte delle energie richieste per assolvere decorosamente tali responsabilità fosse assorbita dalle cosiddette misure di prevenzione. Altre volte è stato invece l’ambiente esterno, attraverso i media e i contatti socioculturali, a stimolare la mia consapevolezza del ruolo chiave svolto dalla prevenzione nel funzionamento civile delle collettività e nella salvaguardia degli ambienti di vita. Tornerò sull’argomento più avanti. In questo paragrafo mi limito a soffermarmi brevemente sull’etimologia e sui significati del termine Il termine prevenzione deriva dal tardo latino praeventio-onis. I significati principali sono due: 1) Adozione di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro. Genericamente, ogni attività diretta a impedire pericoli e mali personali e sociali di varia natura. 2) Idea precostituita, opinione formulata prima di una verifica della realtà, perlopiù in senso sfavorevole; giudizio avverso e preconcetto, pregiudizio. In questa sede intendo focalizzarmi sul primo significato, che designa una competenza vitale per la sopravvivenza di noi umani. Probabilmente l’Homo sapiens si sarebbe già estinto da tempo se nel corso dei 200-300 mila anni della sua storia non avesse sviluppato, imparando spesso a fatica, esperienza dopo esperienza, una miriade di abilità e innovazioni utili a prevenire innumerevoli pericoli: da quelli primordiali come la presenza di feroci predatori e ambienti naturali spaventosamente ostili, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove i Sapiens moderni devono far fronte a una moltitudine di nuove trappole letali spesso auto-create, tra le quale primeggia lo sviluppo di armi atomiche in grado di distruggere non uno ma cento, mille pianeti come il nostro! Un compito essenziale di chi detiene il potere (in ambito sia privato che pubblico) consiste pertanto nel prevenire, prevenire, prevenire… Ma, ahinoi, non sempre ciò è appezzato al suo giusto valore. In effetti, la prevenzione è un investimento spesso invisibile. Una sorta di elefante trasparente che non genera nell’immediato consensi presso coloro che ne sono i beneficiari. Non è insomma sorgente di gratificanti LIKE Pre-venire e pre-vedere sono legati? Sì! I Vale la pena di sottolinearlo. Il pre-vedere ha a che fare con la facoltà di anticipare che cosa riserverà il futuro, basandosi su indizi, calcoli e probabilità. Il termine è imparentato a concetti come presagio, profezia, pronostico. Il pre-vedere (a monte) costituisce quindi il presupposto per il ben-agire (a valle) al fine di un’efficace protezione da potenziali rischi. Su ciò siamo in genere tutti d’accordo. È infatti una verità lapalissiana! Ma è qui che - come si suol dire - casca l’asino! È facile capire che le idee riguardo ai possibili scenari futuri hanno un’influenza diretta sulla scelta del tipo di azioni da compiere o non compiere * Una vecchia leggenda indiana narra di un elefante che pur muovendosi tra la folla con la sua imponente mole passava comunque inosservato. Come se fosse invisibile ... La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 44

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