La Rivista

La Rivista Primo piano Mattarella ha sottolineato che «l'Italia ripudia la guerra», cioè non usa la guerra come mezzo per offendere altri popoli o risolvere controversie internazionali. Ha espresso cioè una ferma condanna morale e politica della guerra di aggressione, condannando il rifiuto della pace in contesti di conflitto ed ha chiesto un impegno per la convivenza e il diritto internazionale. In sintesi, il messaggio è stato un forte invito alla partecipazione attiva e alla responsabilità civica per affrontare le sfide del 2026, basandosi sui valori fondanti della Costituzione e della Repubblica. Il riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia rappresenta una delle tappe fondamentali nel processo di costruzione della democrazia repubblicana. Tale conquista, sancita con il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945 dal governo guidato da Ivanoe Bonomi, si colloca nel contesto drammatico della fine della Seconda guerra mondiale e segna il superamento di una storica esclusione femminile dalla vita politica. Il provvedimento, promosso anche grazie all’iniziativa di figure come Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, estese il diritto di voto attivo a tutte le cittadine maggiorenni di 21 anni. Tuttavia, esso non garantiva ancora una piena uguaglianza: l’elettorato passivo, ossia la possibilità di essere elette, fu riconosciuto solo nel marzo 1946, mentre alcune categorie di donne continuarono temporaneamente a essere escluse. Nonostante questi limiti, il decreto rappresentò un passaggio decisivo verso il suffragio universale. Le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto di voto nelle elezioni amministrative della primavera del 1946 e, in maniera massiccia, il 2 giugno dello stesso anno, in occasione del referendum istituzionale tra monarchia e repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente. Il loro contributo fu determinante per la nascita della Repubblica italiana. In questa fase emerse anche una prima rappresentanza femminile nelle istituzioni: 21 donne entrarono nell’Assemblea Costituente, alcune delle quali parteciparono direttamente alla redazione della Costituzione del 1948, che sancì formalmente il principio di uguaglianza tra uomini e donne. Tra le protagoniste di questo percorso si distingue Nilde Iotti, futura prima presidente donna della Camera dei deputati, simbolo di una presenza femminile nelle istituzioni destinata a rafforzarsi nel tempo. Tuttavia, il cammino verso una pieSuffragio, finalmente, universale La prima riunione del primo governo De Gasperi, con (da destra a sinistra): Alcide De Gasperi (Democrazia Cristiana), Pietro Nenni (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria), Palmiro Togliatti (Partito Comunista Italiano), Leone Cattani (Partito Liberale Italiano) ed Emilio Lussu (Partito d’Azione) La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 42

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