1946-2026: la Repubblica Italiana compie 80 anni Una conquista che (nonostante tutto) ci permette di guardare al futuro con fiducia Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, oltre a piangere circa 500 mila morti, tra militari e civili, e a contare centinaia di migliaia di feriti, di vedove e di orfani, l’Italia risultava completamente sconvolta nelle sue strutture economiche, amministrative e sociali. Quasi tutte le città erano state pesantemente bombardate dalle forze angloamericane. Messina, Cagliari, Foggia, Genova, Bologna, Torino, Milano e tante altre città ancora avevano subito gravissimi danni. Rimini, la città maggiormente colpita, contava l’80% di case ed edifici abbattuti. I tedeschi, dal canto loro, non contenti di aver preso prigionieri decine di migliaia di italiani, militari e civili, per trasferirli in Germania nei campi di lavoro forzato e in quelli di concentramento, prima di ritirarsi, avevano distrutto alcune delle nostre più importanti industrie. Il 65% del parco rotabile delle nostre ferrovie (locomotive, carrozze passeggeri e vagoni merci) era stato danneggiato e quindi reso inservibile. Non erano migliori le condizioni della nostra marina mercantile, il cui tonnellaggio dai 3,3 milioni dell’anteguerra si era ridotto a meno di 600 mila. Le linee ferrate, la rete stradale ed i grandi porti erano impraticabili o, addirittura, ridotti a cumuli di macerie. Le responsabilità della monarchia In un Paese, lacerato da tanta catastrofe, si aprì un vasto dibattito sulle cause che avevano portato Benito Mussolini ad intraprendere la guerra accanto alla Germania nazista di Adolfo Hitler. Era inevitabile, che sotto accusa, doveva essere mesNel suo messaggio di inizio anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando la ricorrenza, ha invitato gli Italiani «a riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato», esortando i giovani «ad essere protagonisti e responsabili» per il rafforzamento della democrazia e della coesione sociale, per poter guardare al futuro con maggiore fiducia e con rinnovato impegno comune. La Rivista Primo piano di Tindaro Gatani La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 38
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