La Rivista

Internazionale e di numerose altre iniziative diplomatiche. L’espressione aperta delle emozioni presenta, nella percezione svizzera, il pericolo di sfociare in toni conflittuali. A fronte di un’affermazione indiretta e implicita come “abbiamo un problema”, in cui i dettagli vengono considerati non rilevanti o già conosciuti, il partner svizzero, raccolti i necessari dati, fa presente che “potrebbe essere emerso un problema xx, possibilmente nel settore xx”. Non è la comunicazione aperta che si può ritrovare in un contesto americano o olandese, ma neanche quella implicita, fatta di sottintesi espressi spesso con il linguaggio non verbale, con il tono di voce e con il dosaggio del contatto visivo che possiamo trovare in Italia. La cultura italiana tende invece verso una comunicazione più marcatamente implicita, orientata com’è a condividere il contesto e a costruire relazioni, considerate essenziali per una collaborazione basata sulla fiducia. Anche il concetto italiano di fare bella figura, che può sembrare allineato al desiderio svizzero di preservare l’armonia di gruppo, in realtà rimane piuttosto individuale e teso al rispetto di sé e dell’altro in quanto individui e non membri di un gruppo. Da qui discende che il piano personale e quello dei contenuti spesso si sovrappongono (“prendiamo le cose in modo personale”), creando fraintendimenti. Anche altri aspetti della comunicazione presentano differenze a cui prestare attenzione. In Svizzera sono apprezzate calma e rispetto dell’alternanza nei turni di parola. La comunicazione italiana è più espressiva e le interruzioni sono un segno di coinvolgimento. Questi stili contrastanti devono essere compresi per ciò che sono: preferenze culturali diverse e non una mancanza di professionalità. L’inglese come lingua franca Un ulteriore punto da considerare è l’utilizzo dell’inglese come lingua franca nella conduzione di scambi interculturali. Il livello di competenza e il tipo di pronuncia variano spesso in modo significativo, influenzando l’esito delle discussioni. Secondo l’ EF English Proficiency Index (EF EPI), la Svizzera si colloca nettamente più in alto rispetto all’Italia per competenza linguistica in inglese2. Inoltre, in Svizzera l’inglese è sempre più utilizzato come lingua franca tra le diverse regioni linguistiche del Paese. Al contrario, l’Italia presenta livelli di competenza in inglese più modesti, riflettendo differenze nei sistemi educativi, nell’esposizione alla lingua e nel suo utilizzo in ambito professionale e sociale. Esistono tuttavia tecniche che consentono di rendere l’uso dell’inglese più inclusivo semplificando la lingua ma non i contenuti, come avviene ad esempio tra i piloti nel campo dell’aviazione. In questo contesto è importante: • adattare lessico e stile al livello della controparte • evitare abbreviazioni, anche quelle considerate più comuni • evitare modi di dire, proverbi e umorismo marcato • aver printe all’uso formule per porre domande chiarificatrici • riassumere e parafrasare di frequente Valorizzare la collaborazione italo-svizzera e dei valori comuni di partenza permette di impostare il nostro approccio in modo intenzionale e di riconoscere le differenze nelle preferenze culturali e di affrontarle con l’obiettivo di comprenderle e di riconciliarle, in modo da poter passare dalla serendipità al successo strategico La Rivista Comunicazione interculturale d’impresa La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 27

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