La Rivista

esso ha sintetizzato i dati raccolti attraverso una consultazione pubblica avviata a partire dal Libro Verde sulle politiche industriali del Paese, che ha coinvolto una pluralità di soggetti e tutti i principali settori produttivi. Nelle sue 320 pagine, evidenzia il Mimit, il rapporto offre una ricognizione approfondita dei punti di forza del sistema produttivo italiano - manifattura, Made in Italy d’eccellenza e ad alta specializzazione, “multinazionali tascabili”, beni strumentali ed economia circolare - e valorizza le eccellenze su cui si fonda il modello industriale nazionale, le cosiddette 5 A - agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive. Il documento approfondisce inoltre le grandi opportunità legate ai cinque settori emergenti che rappresentano il “nuovo Made in Italy”: economia della salute, economia dello spazio e della difesa, economia blu e cantieristica, turismo e tempo libero, industrie culturali e creative. Accanto ai punti di forza, il rapporto analizza le principali criticità strutturali del sistema produttivo, dagli investimenti in ricerca e sviluppo alla dimensione media e alla frammentazione delle imprese, passando per i costi energetici e delle materie prime, il capitale umano e finanziario e gli oneri burocratici. Il volume, infine, traccia una roadmap strategica con gli obiettivi da conseguire entro il 2030 per rafforzare la competitività del Paese, sostenere la crescita industriale e accompagnare le transizioni in atto, indicando priorità di intervento e linee di politica industriale per il prossimo decennio. Confortanti i dati sui brevetti industriali È quanto emerge dal Report attività brevettuali redatto dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che certifica 11.996 proposte pervenute, pari a un incremento del 18,2% rispetto al 2024, anno che aveva già registrato un aumento del 7,4%. Nel dettaglio, incrementi di domande si registrano anche per i brevetti per modello di utilità – relativi, cioè, a miglioramenti tecnici e funzionali apportati a oggetti già esistenti – che salgono da 1.830 nel 2024 a 2.073 nel 2025, (+13,2%). Il Report 2025 inoltre evidenzia non solo la forte spinta innovativa del sistema produttivo, ma anche il contributo di Università ed Enti di Ricerca, con 594 domande di brevetto, segnando un incremento del 25% rispetto al 2024. Dati che confermano l’efficacia delle politiche di potenziamento degli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) promosse dall'UIBM e della riforma dell’art.65 del Codice di Proprietà Industriale che ha abolito il cosiddetto "professor privilege", centralizzando la titolarità delle invenzioni in capo agli atenei e agli enti di ricerca. Nel complesso, i titoli nazionali concessi dall’UIBM nell’ultimo anno sono stati 8.577, di cui 6.769 brevetti per invenzione industriale e 1.582 per modello di utilità. A questi si aggiungono 202 brevetti concessi in Italia su domande internazionali depositate secondo il Patent Cooperation Treaty e 24 certificati complementari di protezione per medicinali e fitosanitari. Con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy, a febbraio è sato firmato un accordo tra la Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy” e l'Associazione Marchi Storici d’Italia. L’iniziativa intende rafforzare la collaborazione tra sistema produttivo e sistema formativo. Tra le prime linee di intervento previste dal Protocollo – primo accordo formalmente approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione che opera sotto l’egida del Mimit – rientrano l’avvio di un Programma nazionale di viaggi di istruzione e percorsi formativi presso i Musei e le Aziende dei Marchi Storici, la collaborazione alla valorizzazione dei contenuti dell’Esposizione nazionale permanente del Made in Italy, il contributo al Premio annuale Maestro del Made in Italy e la partecipazione alle iniziative di orientamento del Job Tour del Made in Italy. Presentato a Villa Lubin, sede del CNEL a Roma, “Made in Italy 2030”, il Libro Bianco per una nuova strategia industriale elaborato dal Centro Studi del Ministero La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 20

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