Scongiurare l’Armageddon energetico Di fronte a quello che alcuni hanno definito uno “scenario da Armageddon” dei mercati energetici mondiali, una delle ipotesi ventilate in Europa è stata persino il ritorno ai combustibili fossili russi, che potrebbero tamponare la crisi energetica grazie alla fornitura della produzione in eccesso attraverso i gasdotti europei. E proprio l’accesso a una parte di tali forniture è stata la ragione principale del veto imposto al Consiglio europeo dal premier ungherese Viktor Orban al prestito di 90 miliardi a favore dell’Ucraina. Orban, in piena campagna elettorale – in Ungheria le elezioni politiche si svolgeranno il 12 aprile, - ha posto come condizione per il suo sì la riparazione dell’oleodotto Druzhba, l’infrastruttura strategica utilizzata da Mosca per l’invio di petrolio verso Ungheria e Slovacchia, danneggiato nel corso degli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine nei mesi invernali del conflitto. All’allarme dei mercati sugli effetti della guerra, che ha volto in negativo il rendimento delle borse, la Banca centrale europea ha risposto scegliendo la cautela e mantenendo inalterati i tassi di interesse. “Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione” – ha avvertito la presidente della BCE Christine Lagarde, spiegando che un rialzo dei tassi rischierebbe di frenare ulteriormente un’economia che sta già rallentando, con prospettive che la guerra in Medio Oriente ha reso significativamente più incerte. La precedente stima del livello di inflazione nell’eurozona per il 2026 è stata infatti rivista al rialzo, dall’1,9% al 2,6%, ma potrebbe arrivare anche al +4,4% nello scenario peggiore. Parallelamente il tasso di crescita del PIL per il 2026 è stato tagliato allo 0,9%, con il rischio concreto di ridursi ulteriormente a un anemico 0,4%. Uno scenario che anche per Lagarde rafforza l’imperativo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il richiamo del Presidente Mattarella Al di là dell’impatto economico dell’estendersi del conflitto, un richiamo politico all’Europa e al suo ruolo attivo nella costruzione di uno scenario di pace, “che non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in condizioni di giustizia e di inclusione”, è arrivato dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella intervenuto all’Università di Salamanca, dove ha ricevuto la laurea honoris causa. Il Presidente ha ricordato come a fondamento dell’Europa vi siano la dignità umana, la solidarietà e i valori civili. “In queste fondamenta abbiamo fiducia, non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea” – ha aggiunto Mattarella, richiamando l’Europa a dire no “all’ampliamento dei conflitti e a una perenne instabilità, con la moltiplicazione di fronti di crisi”. “Prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte. È la strada che l’Europa può e deve percorrere – ha aggiunto Mattarella, sottolineando la necessità di preservare gli spazi di libertà acquisiti e di continuare a lavorare alla realizzazione dei principi fondativi dell’Unione: la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile, il rispetto reciproco tra i popoli, il commercio libero e equo, l’eliminazione della povertà, la tutela dei diritti umani, l’osservanza e lo sviluppo del diritto internazionale, il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. “L’ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano – ha ricordato il Presidente, sottolineando come tale dinamicità debba restare tuttavia confinata all’elaborazione di “strumenti e modalità di azione nuovi e flessibili” e non alla visione e ai principi al cui servizio i primi vanno posti. Una visione che, almeno in Europa, resta quella fondata sul divieto dell’uso della forza, l’uguaglianza sovrana degli Stati e la promozione universale dei diritti umani. Dal Presidente Mattarella, intervenuto all’Università di Salamanca, dove ha ricevuto la laurea honoris causa, è arrivato il forte richiamo all’osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite La Rivista · Gennaio -Marzo 2026 14
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