Novità in Gazzetta Ufficiale Il documento di finanza pubblica e il decreto fiscale, i dati sugli investimenti esteri in Italia e la nuova legge per l’assistenza sanitaria ai connazionali residenti nei Paesi extra europei; le prime IGP non agri e i nuovi sottosegretari al Ministero delle imprese e del made in Italy e alla Farnesina. di Manuela Cipollone Diversi i provvedimenti approvati negli ultimi mesi e pubblicati in Gazzetta Ufficiale. A fine aprile il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026. Il documento – fondamentale per la pianificazione finanziaria e macroeconomica dell'Italia e per la relazione con l'Unione Europea – è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in ottemperanza alla normativa eurounitaria che prevede l’invio alla Commissione europea di una Relazione annuale sui progressi compiuti ( Annual Progress Report). Alla luce della “profonda incertezza” che caratterizza il contesto internazionale a causa della crisi in Medio Oriente, il Governo prevede, per il 2026, una crescita del Pil dello 0,6%, inferiore rispetto a quella indicata nel Documento programmatico di finanza pubblica approvato ad ottobre (pari allo 0,7%). Tale andamento è confermato anche per il 2027, La Rivista Burocratiche mentre le previsioni per il biennio 2028-2029 prefigurano una crescita annua dello 0,8%. Basato sulle stime di consuntivo pubblicate dall’Istat a inizio aprile, il DFP fissa al 3,1% il deficit per il 2025 (ad ottobre le stime erano del 3%) e lo stima al 2,9% per il 2026. Successivamente, il deficit tendenziale scenderà ancora, attestandosi al 2,8% nel 2027 e al 2,5% nel 2028, per poi chiudere al 2,1% nel 2029. Le stime di consuntivo relative al 2025 mostrano un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9%. Le previsioni per gli anni successivi stimano che la crescita dell’indicatore si porterà nel 2026 all’1,6%, per poi aumentare nel 2027 al 2,2% e attestarsi all’1,7 nel 2028. Il rapporto debito/PIL, a partire da un dato di consuntivo del 2025 meno favorevole rispetto alle attese (137,1% del PIL), dopo l’incremento atteso nell’anno in corso (138,6% del PIL) che risente ancora dell’impatto di cassa dei crediti di imposta legati al superbonus, mostra una discesa già a partire dal 2027 (138,5% del PIL), che prosegue nel 2028 (137,9% del PIL) e nel 2029 (136,3%). Il decreto fiscale Il decreto fiscale e il fondo per le imprese È entrato in vigore il 23 maggio scorso il decreto fiscale (Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica) che prevede, tra le altre misure, un credito d'imposta per le imprese, un fondo per la promozione, lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane, un nuovo regime per i lavoratori impatriati e agevolazioni per le aziende coinvolte nella preparazione dell’Americas’s Cup in programma a Napoli nel 2027. Il credito d’imposta riguarda le imprese che avevano fatto domanda per il bonus Transizione 5.0 ma che, ottenuto il via libera dal GSE, non avevano avuto accesso ai fondi per l’esaurimento delle risorse stanziate. Per queste imprese, dunque, il decreto interviene con una misura compensativa, significativamente rafforzata rispetto alla versione originaria: il credito d'imposta riconosciuto per il 2026 passa dal 35% all'89,77% dell'importo che l'impresa aveva originariamente richiesto. Agevolata anche la formazione del personale. Il plafond complessivo per il 2026 sale da 537 milioni a 1.302,3 milioni di euro. Il decreto istituisce anche un fondo per la promozione, lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, con una dotazione complessiva di 20 milioni per il 2027 e di 30 milioni per il 2028: in particolare, per i soggetti che trasferiranno la residenza fiscale in Italia, i redditi percepiti negli anni 2026 e 2027 concorreranno alla formazione del reddito complessivo, per le due annualità, limitatamente al 35% del loro ammontare. Di contro, si aggiornano i riferimenti normativi relativi al regime fiscale La Rivista · Aprile - Giugno 2026 18
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