La Rivista

gli spumantizzati. L’innovazione che trasforma il mondo: Yex Lugano dialoga con Federico Faggin La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera sempre più attenta ai temi che riguardano innovazione e hi-tech. La stessa attenzione viene posta anche dai gruppi satellite della CCIS, come gli Yex-Young Executive Commetee che organizzano eventi in grado di “smuovere le coscienze e di muovere le genti”. È il caso dell’evento organizzato a Lugano lo scorso 27 febbraio: una serata all’insegna della divulgazione scientifica che ha visto come ospite d’onore de “L’innovazione che trasforma il mondo”, il professor Federico Faggin, inventore del Microchip. Il convegno, organizzato dal gruppo Yex Lugano della Camera, in collaborazione con Tokenance e JuliusBaar, è stato anche l’occasione per fare il punto sui dati legati ed export innovativo Made in Italy, ma soprattutto sugli investimenti che Italia e Svizzera fanno in R&D. Alberto Martinelli, Managing Director di Julius Bear, ha aperto i lavori con una relazione che ha sottolineato come: • L’italia investa in R&S circa 27 miliardi di euro (1.3% del proprio PIL) • La Svizzera (che ha un’estensione pari alla Lombardia) investe circa 24 miliardi di euro (che rappresentano il 3% del PIL nazionale elvetico) • Gli USA (a titolo di comparazione) 750 Miliardi di euro (il 3.5% del PIL americano), mentre la Cina 480 Miliardi di euro (il 2.6% GDB China). “Negli ultimi 20 anni” spiega Martinelli “l’incidenza sul PIL nazionale italiano del suo export è passata dal 23%, all’attuale poco meno del 30% complessivo. Se si dovesse trovare un minimo comune denominatore di tutte le aziende che hanno contribuito al successo dell’export italiano, si troverebbero i loro investimenti in R&D: circa l8% rispetto alla media nazionale che si attesta all’1.5%”. Martinelli prosegue poi spiegando che, tra le aziende più iconiche e più orientate all’export in Italia, troviamo Ferrari che investe circa il 13% del proprio fatturato. “L’Italia non è solo capace di esportare prodotti eccellenti e di fare innovazione: è anche in grado di attirare investimenti e tecnologia” conclude Martinelli. Marina Bottinelli, Innovation manager della CCIS, ha coordinato gli interventi, ricordando come la Camera abbia tra i suoi asset principali proprio l’innovazione e l’attrazione di investimenti svizzeri verso l’Italia, per favorire, anche nell’ottica della Open Innovation, scambi e sviluppi reciproci. Platea incollata allo schermo durante lo speech del prof. Federico Faggin che ha fatto una panoramica tra innovazione, fisica quantistica, intelligenza artificiale e opportunità per il mondo che legano tecnologia e biologia. “Viviamo in un momento storico in cui bisogna capire che c’è ben di più di una macchina. Noi non siamo il corpo. Coscienza e libero arbitrio si possono rappresentare con un campo quantistico che controlla il corpo” ha spiegato il Prof Faggin. “Ci sono tre tipi di realtà: quella classica rappresentata dai bit nella relazione spazio-tempo; quella quantistica rappresentata dai qualia che ci permette di guardare ad una realtà molto più vasta introducendo sensazioni e sentimenti (lo stato quantistico di un campo non si può riprodurre mentre il bit si). All’interno di questo campo c’è poi una trasformazione ulteriore (la terza realtà) nella quale i qualia assumono significato. Siamo quindi un corpo (quantistico e classico), mente (aspetto conoscibile dal campo quantistico) e spirito (il significato dei qualia, ovvero come il campo conosce il mondo attraverso sensazioni e sentimenti). Il computer non potrà mai essere cosciente perché è soltanto una realtà classica che esiste nello spazio-tempo” ha sottolineato Faggin. La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 95

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