dispersione degli abitanti ha fatto perdere il patrimonio di tradizioni e di cultura che ha segnato la vita dei calabresi per il passato. Cucina povera di origine contadina La Calabria è una regione ricca di storia e di monumenti a cui si legano fortemente i prodotti tipici più straordinari dell’Italia a partire proprio dai formaggi, dai salumi, dalle spezie (liquirizia in primis), peperoni piccanti, verdure, caccia e pesci e una ricchezza anche di ottimi vini. La cucina calabrese è una cucina povera, di origine contadina, con numerosi piatti fortemente legati alle ricorrenze religiose: a Natale e all'Epifania è usanza mettere in tavola tredici portate, mentre a Carnevale si mangiano maccheroni, polpette e carne di maiale. La Pasqua si festeggia con l’arrosto d’agnello, i dolci cudduraci e i pani spirituali e così per le altre feste. Una salsa molto importante è la 'nduja, piccantissima e ottima per i crostini. In Calabria, come osservò il filologo tedesco Gerhard Rohlfs, non esiste una vera unità né etnica né linguistica e quindi anche le sue produzioni culinarie non sono omogenee, risentendo della antica divisione tra Calabria Citeriore e Calabria Ulteriore. Sono poche le pietanze che si possono trovare in tutte le attuali cinque province come ad esempio la pasta ca muddica e alici, la parmigiana di melanzane e lo stoccafisso. La provincia di Reggio Calabria, e più ancora la città di Reggio, si differenzia dalle altre, specie da quella cosentina che, anche geograficamente, risulta piuttosto distante. Rivestono importanza i cibi conservati, come le acciughe sotto sale, dissalate e messe sotto olio col peperoncino, gli insaccati di maiale (come la 'nduja e la soppressata calabrese), le verdure sottolio e i pomodori seccati, che consentivano di sopravvivere nei periodi di carestia, oltre che ai lunghi periodi d'assedio dei pirati saraceni ("li turchi") e naturalmente la grande scelta dei formaggi. È in crescita la viticoltura e si mantiene, se pur diminuita, la produzione di olive. Notevole è l’uso di verdure: melanzane soprattutto ma anche pomodori, peperoni, cipolle rosse, lattughe, broccoli e di legumi come fagioli, ceci, lenticchie e fave. Il pane fa molto uso di grano duro (speciale quello alla giugiulena) ed è diffusa la pasta fatta in casa. Sono molto usati i peperoncini, più o meno piccanti, in special modo in sughi e portate principali. Dopo questa breve digressione gastronomica vogliamo dirvi qualcosa anche sulla storia millenaria fatta di filosofia, arte, cultura e naturalmente splendida bellezza naturale. Le testimonianze sono davvero tante: antichi insediamenti, chiese, monasteri e borghi dove le tradizioni sono il collante tra intere generazioni. Forse la fase più importante la Calabria l’attraversa con lo sbarco dei Greci che strapparono le terre ai lucani e si mescolarono alle popolazioni esistenti dando vita ad una cultura fiorente e magnificente tanto da essere definita Magna Grecia. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il Museo di Reggio Calabria per scoprire da vicino quanto la storia ha lasciato a questa terra. Un altro periodo che va vaglia to è periodo Aragonese che consacrò Cosenza come la più importante città del reame nel campo del diritto (14941557). Qui nel 1511 nasce l’Accademia Cosentina fondata da Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da FranCaciocavallo Silano La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 85
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