La Rivista

La Rivista L’Italia a tavola Lo stivale regionale dei Formaggi d’Italia LA CALABRIA Con il nostro viaggio sui formaggi d’Italia siamo arrivati in una delle regioni più antiche d'Italia. Non possiamo esimerci dal dare alcune informazioni storiche sulla “punta dello stivale” prima di addentrarci nel settore enogastronomico e in particolare sui ricercati formaggi. di Rocco Lettieri Milioni di anni fa essa faceva parte di un Continente chiamato Tirrenide, sprofondato nel mare nell'Era Terziaria. Da arcipelago costituito da tre isole e da una penisola più grande che la legava al massiccio del Pollino, la Calabria fu investita da alluvioni che coprirono con un mantello di sedimenti i suoi mari interni, fino a dar luogo alle attuali pianure di S. Eufemia, del Corace, di Sibari, del Crati e del Mesima. In seguito, un graduale e lento processo di sollevamento delle coste ha provocato il fenomeno del terrazzamento, fino a raggiungere, in alcuni punti dell'Aspromonte, la quota di mille metri. Oggi la Calabria si presenta come una penisola lunga circa 250 Km. È stretta a tal punto che nessun centro del territorio dista dal mare più di 50 Km. I sistemi montuosi l'attraversano dal confine con la Basilicata fino allo stretto di Messina. Con la rivoluzione Neolitica, l'uomo da cacciatore divenne agricoltore, e furono fondati i primi villaggi, che intorno a 3.500 anni avanti Cristo divennero numerosi anche in Calabria. L'età dei Metalli portò in Calabria gente nuova e furono i greci i primi che sbarcarono in massa sulle coste e fondarono un insieme di colonie che divennero ben presto ricche e potenti tanto da meritare l'appellativo di Magna Grecia. Il regno del sole Numerose ed inestimabili sono le tracce della civiltà greca e poi romana lasciate sul territorio. Dopo la caduta dell'Impero Romano la Calabria è rimasta per secoli sotto la dominazione di Bisanzio, mentre Arabi e Longobardi cercarono invano di conquistarla interamente al proprio dominio. Intorno all'anno Mille arrivarono i Normanni, che crearono il regno del Sud, e dopo i Normanni vennero gli Svevi. Federico II creò nelle regioni del Sud una delle nazioni più civili del mondo, il famoso regno del Sole, luogo di incontro di culture e civiltà diverse: l'Occidentale, l'Islamica e la Greco-ortodossa. Nel 1250 Federico morì ed il regno cadde in mano agli Angioini, che fecero del feudalesimo un sistema per controllare in maniera ferrea i sudditi ed il territorio. Agli Angioini seguirono Aragonesi, Spagnoli, Austriaci e Borboni, e durante questo periodo la popolazione accentuò il suo ritiro sui monti e nelle alture, provocato dalla malaria, ma anche dalle incursioni dei pirati prima saraceni e poi turchi, lungo le coste. Questo fenomeno ha creato isolamento esterno ed interno, con centri abitati sorti sulle alture e nelle vallate privi di vie di comunicazione e con sentieri impraticabili per tutta la stagione invernale. Al momento dell'Unità d'Italia, nel 1861, la Calabria era dotata di una sola strada che l'attraversava da Nord a Sud fino a Reggio; la ferrovia era inesistente ed il 90% dei Comuni era senza strade interne ed esterne. Solo lo sforzo dei governi nazionali del secolo scorso hanno contribuito a rompere quest'isolamento ed oggi le mutate condizioni economiche e sociali hanno determinato un'inversione di tendenza. Grazie anche al turismo, molti centri abitati sono sorti lungo le coste e le marine, superando in importanza gli stessi centri collinari. Ma anche questo ha creato problemi: la speculazione edilizia ha rovinato il paesaggio e la La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 84

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