La Rivista

più grassi buoni. Perché privarsi di una buona fetta di pane integrale con un filo d’olio extravergine quando è un perfetto esempio di nutrizione equilibrata? Mangiare con gusto, senza sensi di colpa e con la consapevolezza di nutrire il proprio corpo nel modo giusto è il miglior investimento sulla salute a lungo termine. E, se proprio ci si vuole concedere un dolce, meglio farlo con ingredienti di qualità e all’interno di un’alimentazione complessivamente equilibrata. Essere italiani in Svizzera e mangiare sano: missione impossibile? Chiunque abbia vissuto all’estero sa che la tentazione di lasciarsi travolgere dalle abitudini alimentari del Paese ospitante è sempre dietro l’angolo. In Svizzera, tra rösti, fondue e cioccolata di altissima qualità, il rischio di allontanarsi dalla Dieta Mediterranea è concreto. Ma è davvero impossibile mantenere un’alimentazione sana da italiani in Svizzera? Tutt’altro. Anzi, gli italiani hanno un’enorme opportunità di portare con sé le loro tradizioni e, perché no, di diffonderle. Gli ingredienti di base per una dieta equilibrata sono facilmente reperibili: verdure fresche, cereali integrali, legumi e pesce si trovano senza difficoltà nei supermercati e nei mercati locali. Inoltre, l’abitudine italiana di cucinare in casa e di dare importanza alla convivialità a tavola è una delle armi segrete per mantenere un’alimentazione equilibrata. Preparare piatti semplici come una pasta con verdure di stagione o un’insalata di legumi è un modo per restare fedeli alle proprie radici e allo stesso tempo nutrirsi bene. E poi c’è l’altra faccia della medaglia: l’integrazione. Così come gli italiani possono mantenere le loro abitudini, possono anche lasciarsi ispirare dalle scelte più salutari della cucina svizzera. Il consumo di latticini fermentati, ad esempio, può essere un’aggiunta preziosa per la salute intestinale. I cereali integrali tipici della dieta nordica, come la segale e l’avena, possono essere integrati nelle abitudini mediterranee per diversificare l’alimentazione e arricchirla di fibre e micronutrienti. Insomma, non si tratta di scegliere tra una cucina o l’altra, ma di trovare un equilibrio che permetta di godere del meglio di entrambe. L’importante è non dimenticare che mangiare bene non significa solo nutrirsi, ma anche prendersi cura di sé, rispettare le proprie tradizioni e, perché no, esplorare quelle degli altri con curiosità e apertura. Il filo comune: il tempo e la qualità Che si tratti di Mediterranea, Nordica, Okinawense o di un’alimentazione plant-based, tutte queste diete tradizionali hanno due elementi in comune: il tempo e la qualità. Tempo per scegliere ingredienti freschi e non processati, tempo per cucinare, tempo per masticare (sembra banale, ma metà dei problemi digestivi si risolvono già così) e tempo per mangiare con calma e in compagnia. Non esiste una dieta perfetta se viene vissuta con stress o come una punizione. E non esiste una dieta che possa fare miracoli se si basa su cibo di scarsa qualità. Allora, più che inseguire l’ennesima moda alimentare, forse dovremmo tornare a guardare indietro, alle tradizioni che hanno nutrito generazioni con buon senso e sapore. Perché, in fondo, i classici non passano mai di moda. Un saluto classico dalla vostra consulente nutrizionale Dr. Tatiana Gaudimonte info@loveyourbody.ch Un piatto della dieta di Okinawa La piramide alimentare della dieta mediterranea La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 79

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