La Rivista

La Rivista La Dieta rivista Ci sono cose che non passano mai di moda. I jeans ben tagliati, il profumo del pane appena sfornato, le lettere scritte a mano (che ormai sono diventate cimeli vintage) e... le diete tradizionali. No, non quelle che vanno di moda per una stagione e poi spariscono più in fretta di un panettone il 7 gennaio, ma quei modelli alimentari che hanno accompagnato intere generazioni e che, guarda un po’, si sono rivelati tra i più salutari per il corpo e la mente. Dieta Mediterranea: il classico intramontabile Se fosse un capo d’abbigliamento, la Dieta Mediterranea sarebbe un trench beige: elegante, versatile, sempre appropriata. Basata su cereali integrali, legumi, frutta e verdura, olio extravergine d’oliva e un consumo moderato di pesce e latticini, è il modello che più di tutti ha conquistato nutrizionisti e medici di tutto il mondo. Perché? Perché oltre a essere deliziosa, è anti-infiammatoria, protegge il cuore, mantiene il microbiota intestinale in festa e sembra avere effetti anti-aging. Praticamente l’elisir di lunga vita sotto forma di pasto. Peccato solo che, nella frenesia moderna, sia più facile trovare chi ha un cassetto pieno di integratori piuttosto che chi si prende il tempo per cucinare una zuppa di legumi come si deve. Dieta Nordica: la cugina del Nord che sa il fatto suo Se la Dieta Mediterranea è il trench beige, la Dieta Nordica è il cappotto di lana pregiata: pratica, essenziale, ma con quel tocco di calore che fa la differenza. Basata su pesce azzurro, bacche, cereali integrali e latticini fermentati, questa dieta nasce nei Paesi scandinavi e, sebbene meno nota, ha dimostrato di avere benefici simili a quelli della sua controparte mediterranea. Il segreto? Il consumo abbondante di acidi grassi omega-3, fibre e alimenti fermentati che fanno ballare di gioia il nostro intestino. E poi, diciamocelo, un bel piatto di salmone selvaggio su pane di segale ha il suo perché. Dieta Okinawense: la filosofia della longevità Qui non siamo più nel campo della moda, ma in quello della vera e propria arte di vivere. Gli abitanti di Okinawa, in Giappone, sono tra i più longevi al mondo e gran parte del merito va alla loro alimentazione: poche calorie, tanti vegetali, pesce, soia fermentata e patate dolci. Il tutto condito con il principio del Hara Hachi Bu, ovvero "mangia fino all’80% della sazietà". Ora, il concetto è affascinante, ma provate a fermarvi all’80% quando siete davanti a un piatto di pasta al forno: non è facile. Eppure, questa abitudine di non esagerare ai pasti, unita a ingredienti ricchi di antiossidanti e proteine magre, sembra davvero funzionare. O almeno, funziona per loro, visto che noi facciamo fatica a trattenere la mano anche davanti alla frutta secca. Alimentazione positiva: nutrire il corpo senza restrizioni inutili Se c’è una cosa che tutte queste diete tradizionali ci insegnano, è che il cibo non dovrebbe essere vissuto come un nemico. L’alimentazione positiva parte proprio da qui: non dalla privazione, ma dalla qualità, dalla varietà e dalla consapevolezza di ciò che mettiamo nel piatto. Piuttosto che ossessionarsi su cosa eliminare, meglio concentrarsi su cosa aggiungere: più fibre, più verdure di stagione, più proteine di qualità, Gli alimenti della dieta nordica DIETE TRADIZIONALI E SALUTE di Tatiana Gaudimonte La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 78

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