La Rivista

La Rivista L’Italia da bere A LUGANO LA SICILIA DEL VINO Incontro organizzato dall’ufficio di Lugano della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera e l’Associazione dei Sommeliers della Svizzera Italiana nel Grand Hotel Villa Principe Leopoldo di Rocco Lettieri L’incontro prevedeva una MasterClass con la degustazione di 11 vini (3 bianchi, 8 rossi) di diverse tipologie di vitigni. Condotta dal principe dei Sommeliers ticinesi, Paolo Basso, campione del Mondo dei Sommeliers nel 2014 a Tokyo, è stata preceduta da una breve presentazione da parte di una delegazione di rappresentanti dei vari consorzi ha consentito di aprire la visione sull’importanza che rivestono questi vini in Italia e all’estero. I vini siciliani sono apprezzati in tutto il mondo, con una varietà di 50 vitigni, che producono principalmente bianchi, rossi in quantità leggermente inferiore, poi rosati, liquorosi e spumanti. La denominazione «strada dei vini» è stata creata nel 1999 per valorizzare questo ricco patrimonio. Si distingue per la diversità dei suoi vitigni antichi e autoctoni, mescolati ad introduzioni internazionali. I territori interessati sono stati dotati di percorsi segnalati da cartelli dedicati, in uno sforzo per associare i valori naturali e culturali, con i vigneti e le cantine delle aziende aperte al pubblico. Le 13 strade dei vini siciliani, costituite in associazioni, si ripartiscono in modo eterogeneo sul territorio dell’isola. Tre strade possono essere considerate le più interessanti per quanto riguarda la qualità viticola riscontrata: quella di Marsala, quella dell’Etna e quella di Alcamo. Quest’ultima che si trova in Provincia di Trapani (la più vitata della Sicilia). La Strada del vino Alcamo DOC attraversa il territorio che domina il Golfo di Castellammare nei pressi dell’antica Segesta con vigneti nei comuni di Calatafimi, Alcamo e Camporeale, dove sono coltivati vitigni autoctoni e internazionali tra cui il Catarratto, l’Ansonica, l’Inzolia, lo Chardonnay, il Müller Thurgau o il Sauvignon. Questa produzione è antica, risalente almeno al XVI secolo, con 19 vini diversi, bianchi, rosati e spumanti, il più prestigioso è l’Alcamo Bianco DOC (vino bianco) e i rosati (tra cui il rosato spumante). Vini, verrebbe da dire, da spiaggia sia per la gradazione non eccessiva che per la facilità con cui si lascia degustare soprattutto nelle zone di Erice, San Vito lo Capo e Segesta. Il progetto InnoNDA Per la MasterClass, una metà dei vini rossi erano da vitigno Nero D’Avola su cui spendiamo due parole riassumendo ciò che Assovini Sicilia ha annunciato per affrontare rilevanti tematiche relative alla diversificazione della produzione e alla diversità del vitigno Nero d’Avola e alla riduzione dell’alcol nel vino. Il progetto InnoNDA - al quale partecipano Assovini Sicilia, capofila del progetto, l’Università degli Studi di Milano, i laboratori ISVEA e le aziende vitivinicole Dimore di Giurfo (CT), Feudi del Pisciotto (CL), Tenute Lombardo (CL), Tenuta Rapitalà (PA), tecnici e professionisti di settore - è finalizzato all’indagine delle tecniche agronomiche ed enologiche che permettono di ottenere vini con una gradazione alcolica più bassa, mantenendo al contempo l’intensità aromatica e il gusto distintivo che caratterizza la varietà Nero d’Avola, il più celebre tra i vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa. Non solo, il progetto include attività volte alla diversificazione della produzione mediante l’impiego di anfore di terracotta e alla valutazione delle diversità del vitigno Nero d’Avola nel territorio siciliano. La ricerca, avviata nell’aprile 2024, è basata su un approccio scientifico che prevede l’utilizzo di tecnologie e strategie fermentative non applicate in precedenza per la vinificazione dell’uva Nero d’Avola. La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 74

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