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La Rivista L’Italia da bere VENDEMMIA 2024 IN ITALIA UN’OTTIMA ANNATA? CHISSÀ? La fotografia scattata dall’indagine vendemmiale 2024, realizzata attraverso un processo di armonizzazione delle metodologie adottate da Assoenologi, Unione Italiana Vini e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), lo ha ribadito: anche quest’anno si è arrivati alla vendemmia 2024 con grande apprensione a causa dall’ormai strutturale problema climatico che ha in parte obbligato a rivedere le ottimistiche aspettative primaverili. I problemi registrati lo scorso anno, dalla Peronospora particolarmente violenta alle gelate, hanno avuto ripercussioni anche sullo sviluppo vegetativo di quest’anno. I 41 milioni di ettolitri (+7%) stimati, infatti, sono lontani dalla media degli ultimi anni ma probabilmente basteranno a superare la Francia, in netto calo rispetto allo scorso anno (-18%), e a riconquistare il primato mondiale. Magra consolazione in un periodo così complesso per il settore. La stagione è stata caratterizzata da piogge eccessive nel Centro-Nord soprattutto nel periodo primaverile che, se da un lato hanno ricostituito le risorse idriche, dall’altro hanno creato apprensione per la gestione delle fitopatie. Al Centro Sud, invece, gli sporadici violenti temporali di agosto non hanno compensato la carenza idrica sofferta ormai da mesi, inducendo i viticoltori ad anticipare le operazioni di vendemmia che quest’anno si prospetta molto lunga. Provando a generalizzare, si può sintetizzare il risultato complessivo con una sostanziale tenuta delle produzioni nel Nord accompagnata da una ripresa importante nel Centro e da un incremento contenuto nel Mezzogiorno. L’andamento climatico e vegetativo Anche quest’anno la prima regione ad iniziare la vendemmia è stata la Sicilia, che in netto anticipo su tutti già dal 18 luglio avviava la raccolta, confermando di essere la regione con il più lungo periodo vendemmiale d’Italia, visto che occorreranno circa 100 giorni per completarla, con la raccolta delle varietà tardive. Dopo la Sicilia è toccato alla Puglia e all’Abruzzo con le varietà precoci e, dalla metà di agosto con circa una settimana di anticipo, si sono raccolte le uve per le basi spumanti in Franciacorta e Oltrepò e a seguire sono arrivate le prime uve in cantina anche in Romagna e Toscana. Nel mese di settembre la situazione degli anticipi si è ridotta a qualche giornata e ha visto tutte le regioni in piena attività, per finire a ottobre inoltrato con gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico e Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell’Etna. Lo scenario climatico ha determinato importanti differenziazioni tra territori con sovrabbondanza di piogge e altri dove la risorsa idrica è stata scarsa. Elementi che hanno avuto ricadute sia sulle rese che su alcuni elementi qualitativi. In particolare, nelle regioni del Centro Sud si sono raccolte uve in buono stato sanitario e con una completa maturità fenolica. Nelle regioni settentrionali, le ultime settimane di raccolta hanno protratto i tempi di maturazione e si rileva in generale un bilancio zuccherino nelle medie storiche, ma al di sotto dei picchi rilevati nelle ultime vendemmie. In queste aree va anche evidenziato come, invece, i buoni livelli di escursione termica hanno determinato un interessante potenziale aromatico, che può rappresentare il valore aggiunto di questa vendemmia. Nel complesso un’annata contenuta nella quantità quella della vendemmia 2024 ma le premesse per firmare un buon millesimo sul fronte qualitativo, nonostante le bizzarrie del tempo, ci sono tutte. Previsioni azzardate In Italia a vendemmia 2024 iniziata, come ogni anno in questo periodo, non si sono fatti attendere i fiumi di inchiostro nella stampa generalista, i servizi radiofonici, le cronache televisive che rassicurano tutti: anche questa sarà una grande annata, un di Rocco Lettieri La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 72

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