IL SERVIZIO PUBBLICO E LE NUOVE SFIDE DEL MONDO DIGITALE UN CONTESTO POLITICO E CULTURALE DIFFICILE Non fa ormai più notizia il fatto che il mondo dell’informazione stia attraversando un momento di svolta e di possibile non ritorno – e non solo per l’avvento della digitalizzazione e l’inserirsi nelle nostre dinamiche di vita l’ombra dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi il gruppo Meta che gestisce le piattaforme digitali Facebook e Instagram ha deciso di eliminare il fact-checking, portando questi spazi digitali a divenire un ricettacolo di informazioni parziali e non verificate. Una sorte che ha toccato anche altri due importanti spazi digitali come TikTok e soprattutto X – già Twitter – dal quale molte istituzioni e personaggi di rilievo si sono disiscritte, poiché non lo ritenevano più affidabile. La gratuità di queste piattaforme, il loro facile accesso, la loro immediatezza avevano sicuramente fatto breccia su un pubblico digitale della prima ora, ma in questi ultimi tempi essi hanno mostrato il lato peggiore di quello che può succedere quando avviene una proliferazione di informazioni prive di controllo; non sempre infatti un eccesso di informazioni è di aiuto all’utente, ma anzi rischia di generare quella che in francese è denominata “la fatigue de l’information”, che lo porta paradossalmente ad allontanarsi dalla sfera informativa e a non volersi più documentare sulla realtà. La rivoluzione digitale in casa RSI Malgrado l’incertezza che regna attualmente su questo fronte, il servizio pubblico negli ultimi anni ha deciso di seguire l’evoluzione di queste piattaforme e soprattutto ha adottato una strategia su dove e in quale forma essere presenti. È evidente che una rivoluzione di una tale profondità – i social media, assieme a internet e all’intelligenza generativa, rappresentano sicuramente le innovazioni tecnologiche che più hanno marcato la nostra nuova quotidianità - non può essere sottovalutata da un servizio pubblico che mira a raggiungere tutte le fasce della popolazione. Era ed è dunque necessario costruire una visione di azienda in cui la RSI giochi un ruolo centrale e non marginale nel mondo digitale, poiché è anche lì che il servizio pubblico deve mostrare il proprio valore. Per tale ragione la RSI ha deciso di adottare una strategia multipla per far fronte alla crisi dei media tradizionali ed essere presente anche su queste nuove piattaforme. La prima è stata quella di creare dei contenuti, ma quindi anche delle redazioni e degli spazi di produzione (come WeTube) per produrre dei contenuti ex novo, pensati appositamente per un determinato social media – quello di riferimento per RSI è stato Instagram – e soprattutto per un pubblico specifico; in questo modo infatti sono nate le pagine Instagram Spam e Bar Nüm. La seconda ha visto il tentativo di creare un ponte tra la produzione lineare e quella digitale; l’idea infatti è quella di intercettare temi e contenuti che possano interessare anche un pubblico più presente sulle nuove piattaforme e meno sui canali tradizionali e poi trasmetterli in formato ridotto e accattivante su Instagram. In questa maniera si può La Rivista Tele-visioni di Marco Ambrosino* La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 66
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=