La Rivista

Nelle economie avanzate, secondo il parere del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta all’assemblea Forex che s’è svolta al Lingotto di Torino, l’inflazione è in lieve calo e si sta avvicinando agli obiettivi delle banche centrali, che stanno progressivamente allentando la stretta monetaria attuata in precedenza. Contagio e svolta dalla Germania? di Corrado Bianchi Porro internazionale prevede una crescita globale stabile, poco sopra il 3% sia quest’anno che nel 2026. La previsione a medio termine, pari al 3,1%, rimane tuttavia contenuta in una prospettiva storica. Vero è che c’è il problema dei dazi americani, ma alcuni prodotti cinesi vengono esportati negli Stati Uniti passando per il Messico, il Vietnam o Taiwan. Le aziende cinesi stanno poi aprendo impianti produttivi in paesi non soggetti a restrizioni come pure in quelli che stabiliscono imposte dall’estero. La frammentazione riduce l’efficienza del commercio mondiale, aumentando i costi delle merci e rendendo le catene di approvvigionamento più complesse e vulnerabili. Il surplus della Cina verso l’economia americana ammontava nel 2024 a circa 300 miliardi di dollari, vale a dire un terzo dell’avanzo commerciale complessivo cinese e un quarto del disavanzo degli Stati Uniti. Secondo le nostre stime, dice Fa eccezione il Giappone, dove il rialzo dell’inflazione ha spinto la Banca centrale ad aumentare i tassi ufficiali allo 0,5%, il livello più alto da diciassette anni. Rispetto al passato, la disinflazione è stata dunque più rapida e meno penalizzante per l’attività economica. In Cina in effetti l’inflazione al consumo è pressoché nulla e alla produzione è negativa da due anni, esponendo l’economia al rischio di deflazione. In Brasile, Turchia e Argentina, il costo della vita resta invece elevato, costringendo le banche centrali a mantenere condizioni monetarie restrittive. Negli Stati Uniti la crescita è pure elevata, trainata dall’aumento dei consumi delle famiglie, a sua volta alimentato dall’incremento dell’occupazione e dei salari, oltre che dai guadagni conseguiti nei mercati borsistici. Guardando avanti, il Fondo monetario La Rivista Italiche La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 4

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