La Rivista

l’innamorato o innamorata di turno. Alla luce delle mie piccole osservazioni, dunque, non penso che l’uso del congiuntivo sia veramente in crisi. Più dubbi che certezze Personalmente amo questa forma verbale e la uso anche con una certa frequenza nella mia quotidianità perché credo di avere più dubbi che certezze in quello che dico o scrivo. Però nell’arco della giornata, in situazioni informali e non controllate, non sono molto sicuro che tutti i miei verbi vengano coniugati al congiuntivo. È possibile, quindi, che una frase come se lo avessi saputo, sarei venuto si trasformi in *se lo sapevo, venivo. È più comodo e si guadagnano preziosi millesimi di secondo quando si parla. L’uso del congiuntivo, per me, è innanzitutto uno stato mentale. Se sono stanco, magari la sera dopo una serie di lezioni, può succedere che a casa dica *penso che è stata una lunga giornata. È successo e succederà ancora. Orrore! Per questo motivo non mi scandalizzo quando sento gli sportivi intervistati subito dopo le loro gare usare forme alternative al congiuntivo. Giornalista: E allora cosa pensi della tua prestazione? Sportivo: Penso che è stata discreta. *Se c’erano altre condizioni atmosferiche potevo fare meglio. E non mi danno nemmeno troppo fastidio i politici che, nel mezzo di un’accesa battaglia dialettica, non riescono più a coordinare correttamente un periodo ipotetico e fanno un errore grammaticale fatale che rimarrà a imperitura memoria. Politico: *Se la situazione del Paese non sarebbe stata così disastrosa avrei fatto diversamente. A parte il vago stridore che si potrebbe avere ascoltando o leggendo certe cose, sono veramente così scandalose queste frasi? Se bastasse una bella canzone… Ai miei studenti rispondo, quindi, che l’uso del congiuntivo in Italia può essere considerato come una specie di linea di demarcazione tra le persone che si considerano colte e quelle che vengono ritenute, a torto o ragione, ignoranti. È una questione che riguarda prima di tutto gli italiani e non gli stranieri. È necessario conoscerlo? Beh, a livello teorico sì, così si rimane stupiti di fronte a frasi del tipo: • nonostante sia una bella giornata, non posso portare l’ombrellone in spiaggia; • sul risotto si può mettere il parmigiano, a meno che non sia con i frutti di mare; • bisogna pagare il conto prima che andiate via. È necessario usarlo? Dipende da dove ci si trova e con chi si parla. Se si viene ascoltati da tipi pignoli, molto attenti alla forma e non alla sostanza del messaggio, allora bisogna prepararsi a una serie di correzioni puntuali che rischiano di interrompere continuamente il dialogo fino a renderlo impossibile. Turista: *Sono contento che la pizza è con l’ananas… Cameriera: … che la pizza sia con l’ananas Turista: Sia pizza sia ananas? Cameriera: Mi dispiace la pizza c’è, l’ananas no. Però aggiungo anche che per fare colpo sugli italiani (donne e uomini) è fondamentale la combinazione di due fattori: la gentilezza nei modi di fare e l’uso corretto del congiuntivo. Mandare messaggi grammaticalmente in ordine può effettivamente aiutare a trovare un’anima gemella e a facilitare i contatti tra sconosciuti. Va bene, ormai ci sono programmi di correzione automatica guidati magistralmente dall’intelligenza artificiale. ChatGBT, infatti, ha imparato anche usare i congiuntivi senza sforzo, ma che cosa succede quando le persone si incontrano di persona e scoprono che se avessero veramente imparato il congiuntivo, non avrebbero fatto una brutta figura al primo appuntamento vicino al Ponte di Rialto a Venezia o in Piazza della Signoria a Firenze? Ah, se bastasse una bella canzone per capire il valore di un congiuntivo! È confortante sapere che a Paperopoli si parli un corretto italiano con i congiuntivi al posto giusto La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 45

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ1NjI=