La Rivista

Il punto di non ritorno A un certo punto ci si accorge che non si può più tornare indietro e bisogna solo andare avanti. La Rivista La Lingua batte dove... Questo è possibile anche nell’apprendimento/insegnamento delle lingue. E così in tutti i manuali di italiano per stranieri, nelle unità centrali a livello B1 e soprattutto a livello B2, arriva il momento del congiuntivo e della crisi esistenziale degli studenti che vogliono imparare la nostra lingua. Come riportano i manuali, a differenza dell’indicativo che esprime i fatti come sono nella realtà, il congiuntivo serve per esprimere una possibilità, un’incertezza, un dubbio, un desiderio o un augurio. In genere la sequenza delle lezioni dedicate a questo capitolo fondamentale della grammatica italiana è strutturata così: • presentazione della tabella con la coniugazione del congiuntivo presente dei verbi regolari in -are/-ere/-ire; • presentazione della tabella con la coniugazione del congiuntivo presente dei verbi essere/ avere/potere/volere/dovere/ sapere/andare/stare/bere/uscire/dire; • presentazione asettica della coniugazione del congiuntivo passato; • presa di coscienza che le forme io/tu/lui-lei-Lei sono uguali; • presentazione della coniugazione del congiuntivo imperfetto; • presentazione della coniugazione del congiuntivo trapassato; • presa di coscienza che le forme io/tu sono uguali, mentre la forma con lui-lei-Lei è diversa; • ogni unità didattica contiene inoltre una serie di spiegazioni dettagliate con appositi esercizi di approfondimento da svolgere da soli o in gruppo; • presentazione della lista delle congiunzioni che richiedono il congiuntivo; • aumento del grado della difficoltà grammaticale con la trattazione della concordanza dei tempi tra le frasi principali e quelle secondarie • apoteosi finale con i tre gradi del periodo ipotetico, due dei quali prevedono appunto l’uso del congiuntivo. Gli esercizi seguono grosso modo sempre gli stessi schemi con dialoghi pieni di opinioni personali su qualsiasi cosa e frasi estemporanee con desideri possibili o irrealizzabili. Spiegare il congiuntivo italiano agli stranieri non è un compito facile e lascia spazio a considerazioni che partono da una domanda posta regolarmente durante le mie lezioni: è necessario conoscere il congiuntivo per sopravvivere nella lingua e cultura italiana attuale? Presunta crisi del ongiuntivo Sulla presunta crisi del congiuntivo e sulla conseguente decadenza della lingua italiana i pareri sono tantissimi. Spesso si tratta delle solite battaglie ideologiche tra i puristi nostalgici, che vorrebbero una lingua aulica e senza devianze dalla norma scritta, e gli scapestrati innovatori, che si disinteressano delle formalità grammaticali e parlano come mangiano. Tempo fa ho provato a fare una piccola indagine linguistica tra i fumetti che leggevo insieme ai miei figli quando erano piccoli e conservo ancora in un mobile, vicino alla libreria dove c’è invece la letteratura impegnata piena di autori importanti. Ebbene sì, a casa mia le avventure di Asterix e la metamorfosi di Gregor Samsa si trovano a pochi centimetri di distanza. Lì dentro ho ritrovato anche alcuni vecchi album di Dylan Dog, Tex e Lanciostory. Ecco, contrariamente a quello che molti pensano ho scoperto che Obelix, Panoramix, Paperino, Qui, Quo, Qua, Zio Paperone, la Banda Bassotti, i mostri dell’indagatore dell’incubo, gli amici di Aquila della Notte e tanti altri personaggi disegnati da maestri delle cosiddette graphic novel (la parola usata attualmente in italiano per fumetti) non solo “parlano” un ottimo italiano, ma tutti utilizzano i congiuntivi al momento giusto. È confortante sapere che la lingua italiana è così ben curata all’estero… a Paperopoli, nelle tetre brughiere britanniche, nel bellicoso villaggio gallico della Bretagna e nelle selvagge praterie del vecchio West. E che cosa dire delle canzoni italiane che veicolano continuamente nuove forme verbali e lessicali tra i giovani? A parte la qualità di certi testi e l’abuso di certi effetti vocalici, non mi ricordo di scempi particolari del congiuntivo, nemmeno tra i rapper e i trapper che vanno di moda ora. Le canzoni italiane sono piene di congiuntivi cantati a squarciagola per di Raffaele De Rosa La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 44

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