La Rivista

ospita associazioni, cori e gruppi teatrali e sportivi sloveni. Ibridi gastronomici Appartiene solo alla memoria, invece, la presenza ebraica in città: la sinagoga settecentesca e il ghetto sono tutto ciò che rimane di una comunità, la cui presenza risale al Cinquecento, completamente annientata nella Shoah. La ricorda il museo Gerusalemme sull’Isonzo, ospitato al pianterreno della sinagoga. L’ibridazione culturale si legge ovunque, nella toponomastica come nell’architettura, nelle vetrine delle librerie e naturalmente nella gastronomia: basta aprire il menu di uno dei ristoranti storici, come la trattoria Alla Luna della signora Celestina, per vedere intrecciarsi la tradizione friulana con quelle di confine, in un trionfo di Lardjel e Palacinke, “Toc’ in Braide” e Gnocchi dolci mitteleuropei (serviti come primo, insoliti quanto deliziosi), “Salamp tal aŝet e civole” e Čevapčiči, “Kuhani štruklji” e Gubana con lo slivovitz (ed è un peccato non avere lo spazio per entrare nei dettagli…). La cripta dei Borbone E a proposito di sguardi transfrontalieri, concludendo questo breve itinerario di confine non possiamo non rievocare la vicenda dell’ultimo re di Francia della dinastia dei Borbone, Carlo X, salito al trono nel 1824 e cacciato nel 1830 durante la Rivoluzione di Luglio. Rifugiatosi a Gorizia nel 1836, il sovrano non scampò all’epidemia di colera da cui aveva cercato riparo: morì appena 17 giorni dopo il suo arrivo. Ma prima di morire, dalla sua camera nel Palazzo Coronini Cronberg – il più importante della città, grazie anche allo splendido parco in cui è immerso – espresse il desiderio di venire tumulato nel monastero che dominava il paesaggio collinare su cui aveva posato lo sguardo nei suoi ultimi giorni. Il desiderio fu esaudito, e la cripta del convento francescano di Kostanjevica da allora ospita i sarcofagi di Carlo e di altri cinque membri di Casa Borbone. Attirando ancora adesso i ritrovi annuali degli ultimi lealisti: allietati – pare – da abbondanti libagioni annaffiate dallo squisito Collio DOC prodotto nei vigneti della regione. Piazza della Transalpina, davanti alla stazione ferroviaria che si affaccia sul confine, è il luogo simbolico dell'abbattimento delle barriere fra est e ovest, oggi ricordato fra l'altro dal mosaico circolare posato dove un tempo c'era il Muro La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 39

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