Contanti al confine: novità in tema di normativa valutaria di Niccolò Figundio Nei rapporti tra gli ordinamenti italiano e svizzero, importanza preponderante hanno certamente i temi di diritto tributario, spesso oggetto di approfondimento in queste pagine. Nella prospettiva delle zone di frontiera, più ridotta eppure per nulla marginale, bisogna però riservare particolare attenzione anche alle tematiche relative ad altri rami del diritto, quale quello della normativa valutaria. Tale disciplina ha lo scopo di ostacolare fenomeni criminosi di particolare gravità, quali il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Questo fine, assai meritevole, viene perseguito dagli Stati imponendo restrizioni alla circolazione del denaro contante e degli strumenti ad esso assimilabili, allo scopo di monitorare tali flussi, specialmente nella prospettiva internazionale. Di seguito si illustreranno alcune novità recentemente introdotte nella legislazione valutaria italiana che impongono particolare cautela ai viaggiatori provenienti dall'estero, con un focus sulla prospettiva elvetica. La normativa valutaria europea ed italiana L'esigenza di monitorare i flussi di denaro contante in entrata e uscita dal proprio territorio è stata recepita in ambito europeo agli inizi degli anni Duemila, a fronte delle raccomandazioni e dell'elaborazione avvenuta in seno al Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI). In conseguenza di ciò, è stato dunque adottato il Regolamento comunitario n. 1889/2005, relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa. A seguire, i vari Stati membri hanno adottato le proprie normative interne di recepimento: per quanto concerne l'Italia, ciò è avvenuto nel 2008, introducendo le disposizioni che regolano le attività di controllo doganale in materia di circolazione transfrontaliera di capitali al seguito (D. Lgs. n. 195/2008). La finalità di contrasto agli illeciti internazionali viene perseguita prevedendo, tra l'altro, specifici obblighi di dichiarazione della valuta trasportata, allo scopo di garantire la tracciabilità dei capitali. L'attività di controllo circa il rispetto di tale disciplina è affidata all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ed alla Guardia di Finanza (GdF). Ad esse spettano quindi i relativi poteri di accertamento e contestazione delle relative violazioni. I compiti di queste autorità in ambito valutario - per quanto d'interesse in questa sede - si esplicano, in particolare, nel controllo della regolarità dei flussi finanziari in entrata o in uscita dal territorio dello Stato italiano. Ciò significa, anzitutto, verificare il corretto adempimento degli obblighi di "dichiarazione valutaria" da parte delle persone fisiche che trasportano "denaro contante" per importi pari o superiori a 10'000 Euro. Al contempo, tali compiti sono funzionali all'acquisizione di indizi o tracce relativi Uno sguardo alle recenti novità legislative italiane in tema di controlli sulla circolazione transfrontaliera del denaro La Rivista Legale La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 21
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