dimostra il fatto che per una larga parte di acquisti gli Stati europei si rivolgano agli Stati Uniti. Un investimento coordinato garantirebbe invece un maggior ritorno industriale per l’Europa – sottolinea Draghi – contribuendo anche a ristabilire un rapporto più equilibrato con l’alleato atlantico anche sul fronte economico. Viene inoltre ricordato che la difesa oggi “non è più solo armamento ma anche tecnologia digitale”, per cui bisogna dotarsi di una “strategia continentale unificata per il cloud, il supercalcolo, l’intelligenza artificiale, la cyber sicurezza”, iniziando un percorso che superi i modelli nazionali. A rischio la prosperità economica A mettere a rischio la sicurezza, intesa come prosperità economica europea, è anche la politica protezionistica annunciata da Trump, con dazi, tariffe e politiche commerciali che avranno forte impatto sulle imprese italiane ed europee. L’ultima parte del dossier presentato da Draghi al Parlamento italiano è proprio un approfondimento dedicato ai dazi sulle importazioni negli Stati Uniti, scattati già dal 12 marzo nei confronti dell’Unione per l’alluminio e l’acciaio, inclusi alcuni prodotti da essi derivati. Secondo le stime della Commissione europea, i dazi interesseranno un totale di 28 miliardi di euro di esportazioni UE, che corrispondono a circa il 5% delle esportazioni totali di merci UE verso gli Stati Uniti; inoltre, sulla base degli attuali flussi di importazione, gli importatori statunitensi dovranno pagare fino a 6 miliardi di euro in dazi doganali aggiuntivi. Nel dossier sono illustrati gli strumenti di reazione dell’UE ai dazi imposti dai Paesi terzi e le contromisure possibili. In particolare, in assenza di un accordo, sono previsti meccanismi di riequilibrio che dovrebbero rispondere al danno economico arrecato alle esportazioni di acciaio e alluminio dell’UE per un valore di 8 miliardi di euro. È prevista inoltre l’imposizione di un nuovo pacchetto di misure aggiuntive che entreranno in vigore entro metà aprile, dopo la consultazione degli Stati membri e delle parti interessate, per rispondere ai nuovi dazi statunitensi che interessano oltre 18 miliardi di euro di esportazioni UE. In merito ai dati sul commercio tra Stati Uniti e Unione Europea, il dossier ricorda che gli Stati Uniti sono il principale partner dell’UE per l’esportazione e il secondo per l’importazione di merci. Sono inoltre il partner più importante dell’UE sia per l’importazione che per l’esportazione di servizi. Gli scambi complessivi bilaterali di beni e servizi hanno raggiunto, secondo i dati Eurostat, circa 1600 miliardi di euro nel 2023 (circa 4,4 miliardi al giorno). Il totale degli scambi bilaterali di merci è stato pari a 851 miliardi di euro: l’UE ha esportato 503 miliardi di merci verso il mercato statunitense, mentre ne ha importate 347 miliardi, con un surplus di 157 miliardi di euro. Il totale degli scambi bilaterali di servizi ammonta a 746 miliardi di euro nel 2023: l’UE ha esportato 319 miliardi di euro di servizi verso gli Stati Uniti, mentre ne ha importati 427 miliardi; ciò si è tradotto in un disavanzo commerciale dei servizi pari a 109 miliardi di euro per l’UE. L’UE ha quindi registrato nel 2023 un surplus complessivo di 48 miliardi, pari a circa il 3% del volume totale degli scambi di beni e servizi. Gli Stati Uniti sono anche uno dei principali partner commerciali dell’Italia: sono la prima destinazione extra-UE dell’export italiano di beni e di servizi e la prima in assoluto per gli investimenti diretti all’estero. Nel 2024 le vendite di beni italiani negli USA sono state pari a circa 65 miliardi di euro, generando un surplus vicino a 39 miliardi. Quasi tutti i settori manifatturieri italiani godono di un surplus commerciale con gli Stati Uniti, mente un deficit è registrato nel settore primario, specie per acquisti di gas naturale, che hanno contribuito a sostituire le forniture russe. Per questo anche l’Istat ritiene che l’applicazione dei dazi preannunciati dall’amministrazione statunitense nei confronti dell’UE potrebbe avere effetti rilevanti sul nostro paese ed è importante offrire una risposta proporzionata ad una politica di stampo protezionistico che ha già cominciato ad incidere negativamente sui mercati. Mario Draghi ha illustrato il Rapporto sul futuro della competitività europea affidatogli dalla Presidente della Commissione Von der Leyen La Rivista Europee La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 12
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