La Rivista

Ha tenuto banco in queste ultime settimane nel dibattito politico europeo il piano per la difesa presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al Parlamento dell’Unione lo scorso 11 marzo. Un riarmo discusso e i dazi alle porte di Viviana Pansa za”. Un accelerante per quest’ultimo argomento è stata senza dubbio la rielezione alla Casa Bianca di Donald Trump, la cui manifesta intenzione è ora quella di concentrarsi sullo scenario nazionale e sulla sua sfera di prossimità geografica, ridimensionando la presenza statunitense nel contesto internazionale. Il piano europeo in 5 punti, denominato ReArm Europe – un titolo che è sembrato comunque dare troppo risalto all’aspetto militaristico della materia – prevede di mettere in campo una forza deterrente contro possibili attacchi all’Europa unita e colmare il deficit di sicurezza oggi presente “con passi graduali ma con il coraggio che la situazione richiede” – ha detto Von der Leyen. Per incentivare gli investimenti nel settore, gli Stati membri potranno sforare i limiti imposti dal Patto di stabilità e in questo modo la Commissione auspica un aumento della loro spesa per la difesa all’1,5% del Pil, così da generare 650 miliardi di investimenti nei prossimi 4 anni. Ad essi si aggiungeranno 150 miliardi euro che la Commissione intende rendere disponibili attraverso un meccanismo analogo a quello del Recovery Fund, ossia reperendo capitale privato sui mercati attraverso l’emissione di titoli europei che saranno gli Stati a ripagare restituendo i prestiti. Tali risorse andrebbero utilizzate per coordinare acquisti congiunti utili a Un progetto, annunciato e discusso anche negli ultimi incontri del Consiglio europeo, che ha ottenuto il sì dell’Europarlamento con una risoluzione approvata da 419 deputati, 204 voti contrari e 46 astenuti, al termine di un acceso confronto che ha spaccato gli stessi partiti europei al loro interno. La pace non può essere data per scontata Presentando il piano, la Presidente della Commissione ha evidenziato i tempi pericolosi che contraddistinguono il quadro politico internazionale attuale e che sembrano destinati ad acuirsi anche in futuro. Ha poi sottolineato come l’Europa sia “pronta ad aumentare massicciamente la spesa per la difesa”, perché la pace “non può essere data per scontata” nel Vecchio continente, specie alla luce di quanto sta avvenendo in Ucraina e vista l’impossibilità di “integrare la Russia nell’architettura economica e della sicurezza europea”. Von der Leyen ritiene dunque necessario “agire con la velocità e l’ambizione necessarie” per “incrementare massicciamente la spesa per la difesa, sia per rispondere all’urgenza a breve termine di agire e sostenere l’Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumerci una maggiore responsabilità per la nostra sicurezLa Rivista Europee La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 10

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