La Rivista

1,4%, commercio -1%, alloggio e ristorazione 3,2%, finanza e assicurazioni -0,4%, servizi alle imprese 0,3%, amministrazione pubblica 1,7%, sanità e sociale 3,7%, arte-intrattenimento-divertimento -0,3%, altri rami 1,6%. Il lato della spesa consente d’altro canto di vedere in che modo l’incremento del Prodotto interno lordo nel 2024 sia venuto dai vari comparti dell’economia. La fotografia indica consumi delle famiglie 1,8%, consumi delle amministrazioni pubbliche 1,9%, investimenti in beni di equipaggiamento -2,6%, investimenti in costruzioni 2,4%, esportazioni di beni 0,1%, esportazioni di servizi 2,6%, importazioni di beni 2,7%, importazioni di servizi 5,3%. In pratica, su questo versante solo un comparto ha avuto il segno negativo, mentre tutti gli altri hanno mantenuto in varia misura il segno positivo. Il pro capite In occasione della stima flash sulla crescita economica, la SECO ha anche diffuso una serie di dati sul PIL pro capite svizzero, che si ottiene dividendo il PIL complessivo per il numero di abitanti. Nel 2024 il PIL pro capite è diminuito dello 0,2%, in virtù in sostanza dell’aumento della popolazione. Un calo limitato, che non cambia la buona situazione elvetica. In qualche anno può anche accadere che il PIL pro capite non cresca, proprio perché è legato anche al numero di abitanti, ma occorre considerare che la Svizzera ha da tempo valori alti, che la pongono nel gruppo di testa nelle classifiche internazionali. Prendendo le stime basate sui dati del Fondo monetario internazionale (FMI), per il PIL nominale complessivo la Svizzera è al 20. posto nel mondo, ma per il pro capite è al 2. posto; per il PIL complessivo a parità di potere d’acquisto è al 37. posto, ma nel pro capite relativo è al 6. posto. La stessa SECO ha indicato per il 2024 un PIL nominale elvetico di 935 miliardi di dollari, che diviso per i circa 9 milioni di abitanti fornisce un PIL pro capite di 103 mila dollari, contro gli 86 mila degli USA, i 55 mila della Germania, i 46 mila della Francia, i 40 mila dell’Italia. Le prospettive 2025 e 2026 E veniamo alle previsioni per quest’anno e per il prossimo, fornite in marzo sempre dalla SECO. Qui va fatta una premessa. Viste le incertezze sull’evoluzione dello scenario mondiale, in cui purtroppo ci sono anche conflitti bellici e contrasti su dazi e commerci, è stato indicato il quadro delle previsioni del gruppo di esperti della Confederazione, ma accanto a questo sono stati indicati anche altri due possibili scenari, uno negativo e uno positivo. Né nello scenario prevalente (in sostanza una via di mezzo), né in quello negativo, né ovviamente in quello positivo, la Svizzera è vista in recessione. Guardando sempre al PIL al netto degli eventi sportivi, la crescita economica elvetica dovrebbe essere dell’1,4% nel 2025 e dell’1,6% nel 2026. Questo dopo l’1,2% e lo 0,9% rispettivamente del 2023 e del 2024. Nonostante una riduzione dello 0,1 rispetto alle previsioni del dicembre scorso, il quadro per la Svizzera è dunque ancora di buona tenuta economica. Il punto principale, secondo molti esperti anche di altri Paesi, è che la Svizzera continua ad avere un passo ragionevole, nonostante le forti tensioni economiche e geopolitiche presenti nel mondo. La stessa SECO ha richiamato “l’incertezza che incombe sulla politica commerciale e sulla politica economica”. In altre parole, viene indicata l’incertezza causata dall’aumento di mosse protezionistiche e in particolare dalla L’economia svizzera mostra una buona tenuta, ma non può che risentire delle frenate dovute alle tensioni geopolitiche. Un’affermazione condivisa dalla direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), Helene Budliger Artieda La Rivista · Gennaio -Marzo 2025 8

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