La Rivista

La Rivista · Dicembre 2023 79 introducendo un elemento non classico che si nutre del classico. Il cortometraggio esplora il confine tra la danza classica e il parkour, creando uno spazio inedito e misterioso per la relazione tra i due protagonisti. L'accostamento tra queste due forme d'arte aggiunge sfumature e novità al progetto. Il viaggio tra la danzatrice e l’atleta tocca Venezia e le fondamenta della Giudecca. Qui, come per magia, si compie una trasformazione estetica: la ballerina, che dapprima riluce di una luce diafana, si trasforma in un cigno nero. Tale operazione registica è affidata al designer costumista Salvatore Vignola, che con maestria costruisce un manufatto scultoreo di rara bellezza: un tutù nero ricoperto di paillettes fa sì che la luce si rifranga sul corpo della danzatrice, accompagnandone il movimento. A Cinzia Trifiletti è affidato l’hair make up, dal carattere grintoso e di ispirazione gotica. Su un ponte di ferro in Giudecca i due si incontrano in una sorta di conciliazione, di accordo segreto. I confini svaniscono, i luoghi che essi frequentano sono flashback, momenti della memoria, ora c’è il presente ed è nuovo: si può finalmente giocare col classico e col contemporaneo, rintracciando in essi la scintilla della modernità che è l’attualità, il luogo in cui passato futuro sono in tensione. I due possono finalmente concedersi il lusso di brindare in una terrazza affacciata sul Canalgrande e la location su cui vengono girate le scene del brindisi è il Sina Centurion Palace. Le bollicine di Prosecco DOC conoscono il potere della lucida ebbrezza che ci fa sognare, donandoci momenti di pura leggerezza. Prosecco DOC è questo slancio moderno che sa trovare nel passato le sue ragioni e nel futuro le sue sperimentazioni. Del resto, senza sperimentazioni non sapremmo cosa sia la bellezza. Prosecco DOC, inspirati dal classico, mossi dal futuro. *regista Accanto a Virna, compare Davide Garzetti, il traceur, un praticante di parkour

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